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Alle otto della sera - Napoleone

Vincent Van Gogh

Einstein, il Socrate della fisica

Di Giulio Giorello


Conosci te stesso, era il motto di Socrate.

Conosci l'Universo per capire il tuo stesso ruolo nel mondo, avrebbe potuto essere quello di Albert Einstein (1879-1955). Il 2005 oltre ad essere il cinquantenario della morte è anche l'Anno Internazionale della Fisica che volutamente coincide con il centenario di quell' "anno mirabile", il 1905, in cui Einstein, allora "impiegato di terza classe dell'Ufficio Brevetti di Berna", confermò la realtà di atomi e molecole, formulò l'ipotesi "rivoluzionaria" dei quanti di luce, delineò quella "elettrodinamica dei corpi in movimento" che comportava, tra l'altro, una potente "modificazione" dei nostri usuali concetti di spazio e tempo.

Tedesco di Ulm, poi cittadino svizzero, quindi prestigioso ricercatore al Kaiser Wilhelm Institute, Nobel nel 1921, strenuo oppositore del "militarismo prussiano" e bollato (1933) dai colleghi filonazisti come "inquinatore della fisica ariana", esule negli USA e infine cittadino americano (1941), Albert Einstein è uno dei più inquieti testimoni del Novecento.

Grande persino nei pretesi suoi "errori", personaggio a volte contraddittorio pure nelle scelte etico-politiche, uomo dalla vita sentimentale ora appassionata ora tormentata, Albert ha incarnato forse più di ogni altro il tipo dello scienziato talora tutto coinvolto dal suo "cielo platonico delle idee", ma spesso ironico e scanzonato e nello stesso tempo capace di impegnative scelte morali.

Di Giulio Giorello. A cura di Giancarlo Simoncelli. Regia di Carlotta Zanini. Trasmesso dal 11 aprile al 6 maggio 2005




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